Allenamento e scienza

Allenarsi con metodo

Uno spazio per raccontare come si costruisce un allenamento: fisiologia, biomeccanica, carichi di lavoro, recupero. Senza scorciatoie e senza leggende da palestra.

Perché questa sezione

Dietro ogni seduta c'è una ragione

Nella nostra programmazione ogni allenamento ha un focus tecnico e un sistema energetico da allenare: neuromuscolare, lattacido, aerobico. Non sono paroloni: sono il motivo per cui una certa seduta dura tre minuti a round e un'altra trenta secondi a esaurimento.

Qui pubblichiamo articoli e sintesi di letteratura scientifica su come funziona il corpo di chi combatte — con un occhio particolare all'età della crescita, che è quella dei nostri ragazzi.

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Chi cura questa sezione

Marco Cassone, allenatore e presidente dell'associazione. Nella vita medico: pediatra all'ospedale di Modica e specialista in genetica medica.

Gli articoli hanno finalità divulgativa e non sostituiscono in alcun modo il parere del medico curante o del medico dello sport.

Articoli

Letture commentate

Studi pubblicati su riviste con revisione tra pari, riassunti e commentati per capire cosa cambiano nel lavoro di tutti i giorni. Sono tutti ad accesso aperto: sotto ogni scheda trovi la citazione completa e l'articolo integrale da leggere o scaricare, così puoi verificare di persona.

Preparazione

Quattro settimane di forza specifica cambiano i numeri

Diciassette atleti di MMA di livello nazionale divisi in due gruppi: uno segue un programma di forza e condizionamento costruito sulle richieste dell'incontro — alta intensità, basso volume, tre sedute a settimana — l'altro la solita preparazione generica. Dopo quattro settimane solo il gruppo specifico migliora, e su tutta la linea: VO₂max stimato, potenza sui 2000 m di vogatore, massimali di panca, squat e stacco, potenza nei salti, velocità sui 10 m e nell'entrata in takedown, massa magra. Guadagni dal 3,7 al 22,2 per cento. Nel gruppo di controllo, nessuna variazione significativa.

Cosa ne ricaviamo in sala: non conta quanto ci si allena, conta che la preparazione fisica sia disegnata sui gesti e sui tempi del combattimento. È il principio su cui costruiamo la programmazione mensile.

Kostikiadis IN, Methenitis S, Tsoukos A, Veligekas P, Terzis G, Bogdanis GC. The Effect of Short-Term Sport-Specific Strength and Conditioning Training on Physical Fitness of Well-Trained Mixed Martial Arts Athletes. Journal of Sports Science and Medicine, 2018;17:348–358. Articolo ad accesso aperto, ripubblicato integralmente ai sensi della licenza CC BY-NC-ND 4.0.
Prevenzione

Dove ci si fa male nelle MMA, e chi si fa male di più

Revisione sistematica con meta-analisi di sei studi sugli infortuni in gara. L'incidenza stimata è di 228,7 infortuni ogni 1000 esposizioni atleta (intervallo di confidenza 110,4–473,5): più alta di quasi tutti gli altri sport da combattimento, con un profilo simile a quello del pugilato professionistico. La regione più colpita è la testa (dal 66,8 al 78% dei casi), seguita da polso e mano (6–12%). I tipi più frequenti: lacerazioni (36,7–59,4%), fratture (7,4–43,3%), commozioni cerebrali (3,8–20,4%).

Due dati che fanno riflettere: chi perde si infortuna tre volte più di chi vince, e negli incontri chiusi per KO o KO tecnico gli infortuni sono più del doppio rispetto a quelli chiusi per sottomissione.

Cosa ne ricaviamo in sala: i dati riguardano la competizione professionistica, non l'allenamento amatoriale, ma indicano con precisione dove proteggere — testa e mani — e perché lo sparring va dosato, arbitrato e fermato in tempo. Il colpo che fa danno non è quello che vince: è quello che si continua a incassare.

Lystad RP, Gregory K, Wilson J. The Epidemiology of Injuries in Mixed Martial Arts: A Systematic Review and Meta-analysis. The Orthopaedic Journal of Sports Medicine, 2014;2(1):2325967113518492. Articolo ad accesso aperto, ripubblicato integralmente ai sensi della licenza CC BY-NC-ND 3.0.
Psicologia

Cosa sappiamo davvero della testa di chi combatte

Revisione sistematica della letteratura di psicologia dello sport applicata alle MMA: sedici studi pubblicati tra il 2011 e il 2021, per un totale di 795 atleti, età media attorno ai 26 anni. I temi ricorrenti sono fiducia in sé e autoefficacia, tono dell'umore, motivazioni alla pratica, resistenza mentale ed effetto del pubblico sulla prestazione.

Gli autori sono onesti sul limite del quadro: gli studi quantitativi presentano più rischio di distorsione di quelli qualitativi, e la letteratura resta piccola e disomogenea. Ne esce meno una certezza e più una direzione di lavoro.

Cosa ne ricaviamo in sala: la preparazione mentale non è un discorso motivazionale prima del match. È un lavoro quotidiano su come si gestisce la fatica, la paura e la sconfitta — e con i ragazzi conta più della tecnica.

Cooper S, Lochbaum M. A Systematic Review of the Sport Psychology Mixed Martial Arts Literature: Replication and Extension. European Journal of Investigation in Health, Psychology and Education, 2022;12(2):77–90. Articolo ad accesso aperto, ripubblicato integralmente ai sensi della licenza CC BY 4.0.
Genetica

Un gene della dopamina e il gusto del rischio

Ottantacinque atleti di MMA e 284 uomini sani non praticanti, confrontati su tratti di personalità (Temperament and Character Inventory) e su una variante del gene DRD2, che codifica il recettore dopaminergico D2: il polimorfismo rs1799732. Gli autori trovano un effetto statisticamente significativo del genotipo su autocontrollo e dipendenza dalla ricompensa, e ipotizzano un legame con una minore evitamento del danno — cioè con la propensione a scegliere uno sport ad alto rischio.

Come va letto: è uno studio di associazione su un campione piccolo. Dice qualcosa su un gruppo, non sul singolo: nessuno può guardare questo gene e dedurre chi sarà un buon combattente, o chi dovrebbe fare MMA. È esattamente il punto in cui la genetica dello sport è oggi — una traccia di ricerca, non uno strumento di selezione.

Niewczas M, Grzywacz A, Leźnicka K, Chmielowiec K, Chmielowiec J, Maciejewska-Skrendo A, Ruzbarsky P, Masiak J, Czarny W, Cięszczyk P. Association between Polymorphism rs1799732 of DRD2 Dopamine Receptor Gene and Personality Traits among MMA Athletes. Genes, 2021;12(8):1217. Articolo ad accesso aperto, ripubblicato integralmente ai sensi della licenza CC BY 4.0.
I temi

Di cosa parliamo

01

Sistemi energetici

Alattacido, lattacido, aerobico: come si allenano e perché contano in un incontro.

02

Crescita e carichi

Come calibrare il lavoro su un corpo che sta ancora crescendo.

03

Prevenzione degli infortuni

Mobilità, forza, recupero: cosa riduce davvero il rischio.

04

Peso e alimentazione

Categorie di peso e cali: cosa dice la letteratura, cosa evitare.

05

Testa e prestazione

Gestione della paura, della fatica e della sconfitta.

06

Medicina personalizzata

Dove la ricerca sta portando la preparazione su misura dell'atleta.

Consulenza

Medicina personalizzata per lo sportivo

Un ambito nuovo, che unisce genetica medica e preparazione atletica. Qui trovi cosa è, cosa può dare oggi e cosa ancora non può dare.

Di cosa si tratta

Il dott. Marco Cassone — specialista in genetica medica e pediatra, oltre che allenatore di questa scuola — riceve sportivi che vogliono affrontare l'allenamento con un approccio di medicina personalizzata, fino al sequenziamento del genoma quando c'è una ragione per farlo.

È un campo di confine: richiede insieme competenze di genetica clinica, bioinformatica e conoscenza reale dell'allenamento. Sono poche le persone che le hanno tutte e tre, ed è il motivo per cui questo servizio nasce qui.

A cosa serve davvero

  • Salute prima della prestazione. Un'analisi genomica può far emergere condizioni che contano per chi fa sport da combattimento — predisposizioni cardiache, alterazioni del tessuto connettivo, malattie metaboliche — e che spesso non danno segno di sé finché il carico non diventa alto.
  • Farmacogenomica. Come l'organismo metabolizza farmaci e integratori: un'informazione utile per tutta la vita, non solo in palestra.
  • Lettura individuale del recupero. Alcuni tratti aiutano a interpretare risposta al carico, infiammazione e tempi di recupero, sempre insieme a quello che si osserva in sala.
  • Storia familiare. Il consulto genetico parte sempre dall'albero familiare, che da solo dice già molto.
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E cosa non serve

Nessun test genetico oggi disponibile dice chi diventerà un campione, né su quale sport puntare. Il documento di consenso internazionale pubblicato sul British Journal of Sports Medicine nel 2015 è netto: le prove a sostegno dei test genetici commerciali per la scelta del talento o per orientare l'allenamento sono troppo deboli.

Qui non si vendono profili di talento. Si fa un consulto medico, con un obiettivo di salute e di conoscenza dell'atleta, e si dice apertamente dove finisce ciò che la scienza sa e comincia la ricerca.

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Con i minori, ancora più cautela

Per un atleta minorenne il consulto si fa solo con i genitori, valutando caso per caso se l'esame abbia un'utilità concreta e immediata. Un'indagine genetica non urgente può anche aspettare che sia lui, da maggiorenne, a decidere se farla.

Il consulto è un atto medico e si svolge nello studio del dott. Cassone: è cosa distinta dall'attività sportiva dell'associazione e dal tesseramento. Per informazioni scrivere a mmamodica@gmail.com.

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